Merenda nel giardino di casa Cra.
Amica del Cipolla: "La mia mamma lavora in banca."
Amico del Cipolla: "La mia mamma lavora all'esselunga nel reparto gastronomia."
Amica del Cipolla : "Cipolla e la tua mamma che lavoro fa?".
Cipolla: "La disabilista! ".
Cra.
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mercoledì 2 luglio 2014
Professioni.
mercoledì 14 maggio 2014
Il Cavaliere Errante.
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mercoledì 2 aprile 2014
Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo.
Si celebra oggi, 2 aprile, la Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, per aprire un varco nel silenzio che solitamente regna attorno a questo disturbo, ancora poco conosciuto, ma che coinvolge un numero sempre crescente di famiglie.
La persona affetta da tale patologia esibisce un comportamento tipico, caratterizzato da una marcata diminuzione dell’integrazione socio-relazionale e della comunicazione con gli altri associato ad un parallelo ritiro interiore. Attualmente non risultano ancora del tutto conosciute le cause di tale manifestazione, anche se si sa ormai da molti anni che è sempre presente una significativa componente genetica, variabile tra il 60 e l’80 %. Non esiste, tuttavia il gene dell’autismo, sono coinvolte decine di geni che interagiscono tra di loro, ma una vulnerabilità genetica è sempre presente. È stato poi dimostrato il peso di altri fattori che si affiancano a quelli genetici.
Un mito da sfatare è quello della correlazione tra vaccini e autismo, così come confermato nel settembre 2013 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Per questi motivi viene considerata la “malattia del mistero”, tanto complessa da risultare ancora difficile da diagnosticare. Chi ne è affetto presenta problemi di interazioni sociali, problemi di comunicazione (verbale e non) e comportamenti ripetitivi. Non esistono cure definitive, ma sono disponibili trattamenti che possono essere d’aiuto. E più precoce è la diagnosi, più efficaci possono essere questi interventi.
Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico necessita di percorsi integrati, comprendenti interventi pedagogici e abilitativi, e se necessario farmacologici. Il coinvolgimento delle famiglie nel programma di intervento è fortemente raccomandato.
Oggi saranno numerose le opportunità di approfondire questa delicata tematica: si terranno convegni, manifestazioni e iniziative di sensibilizzazione.
Per esempio nell’ambito della campagna “Light It Up Blu” si chiederà inoltre alle istituzioni, come ai privati, di illuminare in blu, nella notte, importanti monumenti storici ed edifici pubblici: una luce come simbolo della comunicazione che si può accendere in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo del 2 aprile. Monumenti di tutto il mondo, tra cui l’ Empire State Building di New York e la Willis Tower di Chicago insieme alla CN Tower di Toronto e Kingdom Tower in Arabia Saudita hanno aderito all’iniziativa, così come aeroporti, ponti, musei, sale da concerto, ristoranti, ospedali e negozi al dettaglio, per un totale di oltre 100 strutture in più di 16 città e 9 paesi illuminati in blu. In Italia raccoglieranno l’appello la città di Verona, con l’Arco dei Gavi e l’ingresso di Castelvecchio; Firenze, con la Loggia dei Lanzi e Roma, dove la facciata di Palazzo Montecitorio, assieme all’obelisco di Piazza del Popolo, saranno oggi interamente illuminati.
Io purtroppo so pochissimo di questo disturbo e quello che so è grazie a corsi di formazione, convegni, letture ed esperienze dirette con alcuni dei miei ragazzi.
Mi piacerebbe aumentare la mia conoscenza e spero, con questo post, di avervi almeno un pochino incuriosito e "sensibilizzato".
Cra.
venerdì 21 marzo 2014
Giornata mondiale sulla Sindrome di Down.
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lunedì 24 febbraio 2014
Roma e le farfalle.
Due giorni a Roma, senza bimbi e in compagnia della mia collega Atletic Girl e del mio caro amico Ludic Man, due giorni intensi, poco tempo libero, due giorni di formazione sulla disabilità grave, ma anche due giorni di confronto con altri operatori provenienti da tutta Italia.
Una serata in libertà a passeggiare per Roma, godendoci il clima e il venticello e lo spettacolo di piazza San Pietro by night.
Ecco cosa mi sono portata a casa da queste due giornate romane (oltre ad una forte influenza):
Credo che oltre ad un bel pacchetto di fazzoletti, non servano altre parole.
Cra.
Una serata in libertà a passeggiare per Roma, godendoci il clima e il venticello e lo spettacolo di piazza San Pietro by night.
Ecco cosa mi sono portata a casa da queste due giornate romane (oltre ad una forte influenza):
Credo che oltre ad un bel pacchetto di fazzoletti, non servano altre parole.
Cra.
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mercoledì 22 gennaio 2014
10 buoni motivi per i quali vale la pena essere Mammacra.
In ordine rigorosamente sparso e casuale.
1. Gli occhi grandi e azzurri del Cipolla.
2. La Princess ed io che cantiamo a squarciagola nell'abitacolo della mia Clio "Mamma Maria".
3. Fare l'Amore col Papone.
4. Lo stadio e la Dea (sempre col Papone).
5. Un sorriso, uno sguardo buffo, una parola strana di uno qualsiasi dei miei ragazzi.
6. "All my Loving" dei Beatles a tutto volume ballando col mio papà.
7. Un buon libro sotto le coperte appiccicata al Papone.
8. Le coccole sul divano con le mie piccole belve.
9. Le chiacchiere e gli spetegules con le mie amiche, i miei colleghi e la mia mamma.
10. Una barretta intera di cioccolato bianco divorata in meno di dieci minuti.
Sono felice e volevo dirvi perché.
Cra.
1. Gli occhi grandi e azzurri del Cipolla.
2. La Princess ed io che cantiamo a squarciagola nell'abitacolo della mia Clio "Mamma Maria".
3. Fare l'Amore col Papone.
4. Lo stadio e la Dea (sempre col Papone).
5. Un sorriso, uno sguardo buffo, una parola strana di uno qualsiasi dei miei ragazzi.
6. "All my Loving" dei Beatles a tutto volume ballando col mio papà.
7. Un buon libro sotto le coperte appiccicata al Papone.
8. Le coccole sul divano con le mie piccole belve.
9. Le chiacchiere e gli spetegules con le mie amiche, i miei colleghi e la mia mamma.
10. Una barretta intera di cioccolato bianco divorata in meno di dieci minuti.
Sono felice e volevo dirvi perché.
Cra.
giovedì 16 gennaio 2014
Frustrazione.
Ci sono dei giorni nei quali al lavoro sperimento la frustrazione.
In quei giorni tutto è difficile, in particolar modo con un utente che sembra voler far di tutto per farci "disperare" (scappa, è aggressivo con i compagni e gli operatori, si comporta in modo "dispettoso"...) ma il problema principale è che io e i miei colleghi non capiamo come possiamo aiutarlo, come possiamo farlo stare meglio.
Questo comporta il far stare meglio non solo lui ma anche gli altri ragazzi e tutti noi operatori.
Abbiamo provato assecondandolo, parlandogli, ascoltandolo, abbiamo chiesto consulenze e sperimentato metodi educativi innovativi e abbiamo anche tentato la linea più severa (rimproverandolo o facendogli saltare alcune attività).
In quei giorni mi sento fallita nella mia professione di educatrice che troppo spesso viene poco considerata ma è bellissima e appagante, anche se alcune volte porta ad una frustrazione disarmante.
L'aspetto positivo è che lavoro con persone capaci e con le quali mi trovo bene, persone allegre e spiritose che riescono a scherzare anche in un clima a volte pesante e questo aiuta noi e gli utenti a vivere con più serenità la difficile quotidianità del nostro centro.
Io voglio bene ai miei ragazzi e vorrei poter svolgere il mio lavoro al meglio ma a volte è davvero difficile!!!
Cra.
In quei giorni tutto è difficile, in particolar modo con un utente che sembra voler far di tutto per farci "disperare" (scappa, è aggressivo con i compagni e gli operatori, si comporta in modo "dispettoso"...) ma il problema principale è che io e i miei colleghi non capiamo come possiamo aiutarlo, come possiamo farlo stare meglio.
Questo comporta il far stare meglio non solo lui ma anche gli altri ragazzi e tutti noi operatori.
Abbiamo provato assecondandolo, parlandogli, ascoltandolo, abbiamo chiesto consulenze e sperimentato metodi educativi innovativi e abbiamo anche tentato la linea più severa (rimproverandolo o facendogli saltare alcune attività).
In quei giorni mi sento fallita nella mia professione di educatrice che troppo spesso viene poco considerata ma è bellissima e appagante, anche se alcune volte porta ad una frustrazione disarmante.
L'aspetto positivo è che lavoro con persone capaci e con le quali mi trovo bene, persone allegre e spiritose che riescono a scherzare anche in un clima a volte pesante e questo aiuta noi e gli utenti a vivere con più serenità la difficile quotidianità del nostro centro.
Io voglio bene ai miei ragazzi e vorrei poter svolgere il mio lavoro al meglio ma a volte è davvero difficile!!!
Cra.
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sabato 16 novembre 2013
Io prima di te.
Ecco che dopo una serata passata a letto a leggere fino all'una di notte, piangendo per le ultime 90 pagine del libro, ritornano le "recensioni" di Mammacra.
Si tratta di un libro che ho preso casualmente in biblioteca, non che mi ispirasse il titolo o cercassi qualcosa in particolare sulla disabilità, ma era lì tra i libri consigliati, ho dato un'occhiata, l'argomento mi piaceva, i romanzi mi attraggono sempre e, nonostante le quasi 400 pagine (come lettrice ho un difetto: i libri troppo lunghi mi spaventano), l'ho preso in prestito. E ho fatto bene!
Ho fatto bene non perché sia il libro del secolo o perché sia chissà quale capolavoro ma perché è un libro che emoziona!
Forse la storia può sembrare banale, o scontata, o già sentita ma è sicuramente molto realistica, a tratti cruda ed estremamente coinvolgente. Inoltre l'autrice ha il pregio di affrontare argomenti etici delicati senza esprimere giudizi e, soprattutto, lasciando spazio a tutti i punti di vista.
Ma veniamo alla storia che poi è una storia d'amore: Lou è una semplice ragazza di provincia inglese che perde il lavoro e si ritrova a fare da assistente a Will, ex manager della City londinese, costretto sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente. Il libro parla del loro incontro che sconvolgerà le vite di entrambi e per alcuni momenti anche quelle dei lettori...
Ok, io sono molto emotiva e dalla lacrima facile, sono anche una romanticona e mi piacciono le storie d'Amore, non tutte, quelle un po' particolari mi piacciono di più... E mettiamoci anche che l'argomento, per motivi professionali, mi sta particolarmente a cuore e che il rapporto tra Amore e Morte mi ha sempre affascinato... Non so se tutti questi fattori influenzino positivamente il mio giudizio su questo libro, forse sì, forse chi ha un vissuto diverso dal mio lo troverà retorico e noioso, ma io ad un certo punto mi sono quasi innamorata di Will, tant'è che, come accennavo all'inizio, ho passato le ultime 90 pagine del libro senza riuscire a staccarmi da esse, piangendo sileziosamente...
Vi ho incuriositi?
Il libro è: Io prima di te di Jojo Moyes ed. Mondadori.
Se qualcuno di voi l'ha letto mi dice cosa ne pensa?
Mi piace il confronto, soprattutto rispetto alle letture. E poi non sarò mica l'unica sentimentalona che si innamora di un personaggio inesistente come un'adolescente?!?!?
Cra.
Si tratta di un libro che ho preso casualmente in biblioteca, non che mi ispirasse il titolo o cercassi qualcosa in particolare sulla disabilità, ma era lì tra i libri consigliati, ho dato un'occhiata, l'argomento mi piaceva, i romanzi mi attraggono sempre e, nonostante le quasi 400 pagine (come lettrice ho un difetto: i libri troppo lunghi mi spaventano), l'ho preso in prestito. E ho fatto bene!
Ho fatto bene non perché sia il libro del secolo o perché sia chissà quale capolavoro ma perché è un libro che emoziona!
Forse la storia può sembrare banale, o scontata, o già sentita ma è sicuramente molto realistica, a tratti cruda ed estremamente coinvolgente. Inoltre l'autrice ha il pregio di affrontare argomenti etici delicati senza esprimere giudizi e, soprattutto, lasciando spazio a tutti i punti di vista.
Ma veniamo alla storia che poi è una storia d'amore: Lou è una semplice ragazza di provincia inglese che perde il lavoro e si ritrova a fare da assistente a Will, ex manager della City londinese, costretto sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente. Il libro parla del loro incontro che sconvolgerà le vite di entrambi e per alcuni momenti anche quelle dei lettori...
Ok, io sono molto emotiva e dalla lacrima facile, sono anche una romanticona e mi piacciono le storie d'Amore, non tutte, quelle un po' particolari mi piacciono di più... E mettiamoci anche che l'argomento, per motivi professionali, mi sta particolarmente a cuore e che il rapporto tra Amore e Morte mi ha sempre affascinato... Non so se tutti questi fattori influenzino positivamente il mio giudizio su questo libro, forse sì, forse chi ha un vissuto diverso dal mio lo troverà retorico e noioso, ma io ad un certo punto mi sono quasi innamorata di Will, tant'è che, come accennavo all'inizio, ho passato le ultime 90 pagine del libro senza riuscire a staccarmi da esse, piangendo sileziosamente...
Vi ho incuriositi?
Il libro è: Io prima di te di Jojo Moyes ed. Mondadori.
Se qualcuno di voi l'ha letto mi dice cosa ne pensa?
Mi piace il confronto, soprattutto rispetto alle letture. E poi non sarò mica l'unica sentimentalona che si innamora di un personaggio inesistente come un'adolescente?!?!?
Cra.
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lunedì 6 maggio 2013
L'ho fatto io!
giovedì 2 maggio 2013
Tavole a colori.
giovedì 24 gennaio 2013
L'ultima settimana da mamma full-time.
Questa doveva essere la mia ultima settimana casalinga di relax. Avevo qualche piccolo impegno ma per il resto pensavo di godermi full-time la mia Princess e, dopo la scuola, anche il Cipolla. Sì, perché lunedì ricomincio a lavorare e il tempo che avrò a disposizione per stare con loro si ridurrà drasticamente, nonostante abbia chiesto e ottenuto una riduzione d'orario e un giorno intero a casa.
E invece...
La Princess s'è beccata prima il virus gastrointestinale del quale si porta ancora gli strascichi, poi la varicella ed infine tosse, raffreddore e febbriciattola (della serie 3 al prezzo di 2). Il Cipolla, dal canto suo, dopo essere guarito velocemente dalla varicella ed avere schivato il virus gastrointestinale, ieri poverino ha cominciato ad avere tosse, raffreddore e febbre alta che lo rende mammone, noioso e appiccicoso!
Insomma potete intuire che sono due settimane che in questa casa non si dorme o si dorme male, giusto per ricaricarmi di energie in vista della ripresa. E questi ultimi giorni sono trascorsi tra aerosol, termometri, medicine, fumenti, visite pediatriche, incastri tra nonni, zii e amici che mi danno una mano per gestire il tutto (e sono fin troppo fortunata per questo).
E come se non bastasse mentre ieri mi recavo al lavoro per un incontro (circa 20-25 minuti di strada) mi si è rotto il riscaldamento della macchina, così sono arrivata ibernata e al ritorno ancora peggio. Martedì ho l'appuntamento col meccanico, lunedì inizierò a lavorare congelata!!!
Però ieri i "miei" ragazzi mi hanno accolta con gioia, uno mi ha urlato "Cra ti vogliamo bene!" e un altro era tutta la mattina che diceva "a settembre arriva Cra" (non ha il senso del tempo ma ha un sesto senso, non sapevano ancora quando sarei rientrata e che sarei passata ieri). Certe volte questi ragazzi (persone disabili adulte) ancora mi sorprendono e, anche se è un lavoro faticoso e spesso poco riconosciuto, questi episodi mi fanno pensare che ne vale la pena. Sono fortunata ad avere un lavoro che mi piace!
Vedremo se mi resterà la pazienza per i miei piccoli una volta a casa...
Ieri infine c'è stata la riunione a scuola del Cipolla e i colloqui con le insegnanti. Non ci hanno detto niente di particolarmente nuovo ma è sempre bello sentirsi dire che il tuo bimbo è sereno, ben inserito, attento e interessato a ciò che succede a scuola, rispettoso delle regole, partecipativo ed entusiasta, solare, chiacchierone e con una buona proprietà di linguaggio. Certo non è mica perfetto (ci mancherebbe!!!): è un po' dispettoso e fa storie col cibo, e anche qui lo sapevamo. Mi è piaciuto anche come hanno affrontato le insegnanti queste due "problematicità" del Cipolla: in un'ottica di collaborazione e linea comune scuola-famiglia e cercando di capirne l'origine.
Adesso corro a nanna a cercare di riposare un pochino, sperando che la tosse e la febbre (dei pargoli) mi diano un po' di tregua.
Cra.
E invece...
La Princess s'è beccata prima il virus gastrointestinale del quale si porta ancora gli strascichi, poi la varicella ed infine tosse, raffreddore e febbriciattola (della serie 3 al prezzo di 2). Il Cipolla, dal canto suo, dopo essere guarito velocemente dalla varicella ed avere schivato il virus gastrointestinale, ieri poverino ha cominciato ad avere tosse, raffreddore e febbre alta che lo rende mammone, noioso e appiccicoso!
Insomma potete intuire che sono due settimane che in questa casa non si dorme o si dorme male, giusto per ricaricarmi di energie in vista della ripresa. E questi ultimi giorni sono trascorsi tra aerosol, termometri, medicine, fumenti, visite pediatriche, incastri tra nonni, zii e amici che mi danno una mano per gestire il tutto (e sono fin troppo fortunata per questo).
E come se non bastasse mentre ieri mi recavo al lavoro per un incontro (circa 20-25 minuti di strada) mi si è rotto il riscaldamento della macchina, così sono arrivata ibernata e al ritorno ancora peggio. Martedì ho l'appuntamento col meccanico, lunedì inizierò a lavorare congelata!!!
Però ieri i "miei" ragazzi mi hanno accolta con gioia, uno mi ha urlato "Cra ti vogliamo bene!" e un altro era tutta la mattina che diceva "a settembre arriva Cra" (non ha il senso del tempo ma ha un sesto senso, non sapevano ancora quando sarei rientrata e che sarei passata ieri). Certe volte questi ragazzi (persone disabili adulte) ancora mi sorprendono e, anche se è un lavoro faticoso e spesso poco riconosciuto, questi episodi mi fanno pensare che ne vale la pena. Sono fortunata ad avere un lavoro che mi piace!
Vedremo se mi resterà la pazienza per i miei piccoli una volta a casa...
Ieri infine c'è stata la riunione a scuola del Cipolla e i colloqui con le insegnanti. Non ci hanno detto niente di particolarmente nuovo ma è sempre bello sentirsi dire che il tuo bimbo è sereno, ben inserito, attento e interessato a ciò che succede a scuola, rispettoso delle regole, partecipativo ed entusiasta, solare, chiacchierone e con una buona proprietà di linguaggio. Certo non è mica perfetto (ci mancherebbe!!!): è un po' dispettoso e fa storie col cibo, e anche qui lo sapevamo. Mi è piaciuto anche come hanno affrontato le insegnanti queste due "problematicità" del Cipolla: in un'ottica di collaborazione e linea comune scuola-famiglia e cercando di capirne l'origine.
Adesso corro a nanna a cercare di riposare un pochino, sperando che la tosse e la febbre (dei pargoli) mi diano un po' di tregua.
Cra.
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martedì 24 luglio 2012
Il respiro leggero dell'alba
Mi piacerebbe recensire a modo mio tutti i libri che leggo, spero di riuscirci con i tempi, intanto ci provo.
"Il respiro leggero dell'alba" di Rachel Simon, autrice americana, è un romanzo che mi ha lasciato un profondo senso d'angoscia, nonostante il lieto fine che, se devo essere sincera, è l'unica parte del libro che non mi ha convinta: sicuramente pieno di speranza e positività ma decisamente poco reale, se non utopico.
L'inizio è molto coinvolgente a livello emotivo, io la sera in cui l'ho iniziato non riuscivo a smettere di leggere e quando poi mi sono addormentata m'è rimasta un po' d'ansia...la cosa potrebbe sembrare negativa ma per me è invece un segnale, il libro mi prende...
Ma veniamo alla storia: in una notte piovosa bussano alla porta di una vedova una giovane bianca molto bella, dai modi infantili, e un uomo di colore sordo muto. Chiedono rifugio. Martha li accoglie senza pensarci. Ma presto arrivano a prenderli dalla "Trappola", l'Istituto per persone disabili dal quale sono scappati. L'uomo riesce a far perdere le proprie tracce e la ragazza, prima di essere ricondotta in istituto, riesce a sussurrare a Martha "nascondila!", riferendosi alla bimba che ha appena partorito e che ha nascosto in soffitta. E così comincia la storia che viene narrata intrecciando le vicende parallele dei tre personaggi principali: Martha con la piccola Julia, Lynnie e Homan.
Il romanzo tocca più temi ed è strutturato in diversi livelli narrativi.
C'è la storia d'amore, un amore libero, puro e struggente che troverà pace solo dopo 40 anni dall'inizio della vicenda.
C'è il racconto dell'avventura di Homan che ne passa di ogni, che soffre, viaggia, fa amicizia, si arrabbia... ma riesce sempre a cavarsela grazie alla sua forza d'animo.
C'è la denuncia sociale nei confronti di un sistema che tratta le persone disabili con poca dignità, se non con violenza. Questa parte è ben riuscita grazie all'immedesimazione con i due protagonisti ma nello stesso tempo grazie ad un grande lavoro di documentazione storica che l'autrice, sorella di una donna disabile, ha ben condotto.
C'è la storia del riscatto di Lynnie che grazie a Kate, operatrice sociale, e al cambiamento del modo di approcciarsi e lavorare con la disabilità, riesce a fare grandi passi, a determinare la sua vita, a diventare donna.
C'è l'evoluzione di Martha che si riscopre coraggiosa e pronta di nuovo ad emozionarsi e a donare cure e amore.
Si parla di violenza, d'amore, di amicizia, di perdono, di paure, di speranza. Si riesce anche a vedere il punto di vista di più persone, lontane tra loro e da noi, che in qualche modo le rende, non meno biasimabili e più giustificabili (certi atteggiamenti e abusi non sono mai da giustificare) ma più umane.
Un libro che mi ha preso per come è scritto, per i contenuti, perché mi ha fatto emozionare e anche fermarmi a riflettere sulla mia professione (sono un'educatrice e lavoro in un Centro Diurno Disabili).
Consigliatissimo.
Cra.
Ps. Se volete saperne di più: Il respiro leggero dell'alba
"Il respiro leggero dell'alba" di Rachel Simon, autrice americana, è un romanzo che mi ha lasciato un profondo senso d'angoscia, nonostante il lieto fine che, se devo essere sincera, è l'unica parte del libro che non mi ha convinta: sicuramente pieno di speranza e positività ma decisamente poco reale, se non utopico.
L'inizio è molto coinvolgente a livello emotivo, io la sera in cui l'ho iniziato non riuscivo a smettere di leggere e quando poi mi sono addormentata m'è rimasta un po' d'ansia...la cosa potrebbe sembrare negativa ma per me è invece un segnale, il libro mi prende...
Ma veniamo alla storia: in una notte piovosa bussano alla porta di una vedova una giovane bianca molto bella, dai modi infantili, e un uomo di colore sordo muto. Chiedono rifugio. Martha li accoglie senza pensarci. Ma presto arrivano a prenderli dalla "Trappola", l'Istituto per persone disabili dal quale sono scappati. L'uomo riesce a far perdere le proprie tracce e la ragazza, prima di essere ricondotta in istituto, riesce a sussurrare a Martha "nascondila!", riferendosi alla bimba che ha appena partorito e che ha nascosto in soffitta. E così comincia la storia che viene narrata intrecciando le vicende parallele dei tre personaggi principali: Martha con la piccola Julia, Lynnie e Homan.
Il romanzo tocca più temi ed è strutturato in diversi livelli narrativi.
C'è la storia d'amore, un amore libero, puro e struggente che troverà pace solo dopo 40 anni dall'inizio della vicenda.
C'è il racconto dell'avventura di Homan che ne passa di ogni, che soffre, viaggia, fa amicizia, si arrabbia... ma riesce sempre a cavarsela grazie alla sua forza d'animo.
C'è la denuncia sociale nei confronti di un sistema che tratta le persone disabili con poca dignità, se non con violenza. Questa parte è ben riuscita grazie all'immedesimazione con i due protagonisti ma nello stesso tempo grazie ad un grande lavoro di documentazione storica che l'autrice, sorella di una donna disabile, ha ben condotto.
C'è la storia del riscatto di Lynnie che grazie a Kate, operatrice sociale, e al cambiamento del modo di approcciarsi e lavorare con la disabilità, riesce a fare grandi passi, a determinare la sua vita, a diventare donna.
C'è l'evoluzione di Martha che si riscopre coraggiosa e pronta di nuovo ad emozionarsi e a donare cure e amore.
Si parla di violenza, d'amore, di amicizia, di perdono, di paure, di speranza. Si riesce anche a vedere il punto di vista di più persone, lontane tra loro e da noi, che in qualche modo le rende, non meno biasimabili e più giustificabili (certi atteggiamenti e abusi non sono mai da giustificare) ma più umane.
Un libro che mi ha preso per come è scritto, per i contenuti, perché mi ha fatto emozionare e anche fermarmi a riflettere sulla mia professione (sono un'educatrice e lavoro in un Centro Diurno Disabili).
Consigliatissimo.
Cra.
Ps. Se volete saperne di più: Il respiro leggero dell'alba
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